Test combinato (DUOTEST o BITEST)

 

Il duotest o test combinato è un test statistico prodotto della ricerca anglosassone attraverso il quale si calcola il rischio di concepimento di feti  malformati per effetto delle  trisomie 18 (sindrome di Edwards) e 21 (sindrome di Down).

Si chiama “combinato” perché si esegue con la partecipazione dell’ecografista e dell’analista, che mettono in assieme le proprie competenze attraverso l’integrazione di grandezze biometriche e biochimiche fetali.

E’ entrato a pieno titolo nella routine diagnostica della gestazione e serve per valutare con discreto anticipo se esistono indicazioni all’indagine invasiva dell’amniocentesi dalla quale si possono sviluppare tecniche di genetica quali il cariotipo, la fish ed altre ricerche molecolari.

Il vantaggio che ottiene tanto la gestante che il clinico che ha la responsabilità della gestione della gravida è molto grande sopratutto  se valutato sulla base dei grandi numeri poichè nel corso degli anni ha consentito di escludere in molti casi il ricorso a tecniche più rischiose e costose, e contribuito a rassicurare la famiglia sullo stato di salute del nuovo bambino.

Il test si può eseguire anche sulle gravidanze gemellari senza però la correzione biochimica. 

 


 Riferimenti bibliografici: 

1) Zimmeman R, Hucha A, Savoldelli G;Binkert F, Achermann J, Grudzinskas JG: Serum parameters and nuchal translucency in first trimester screening for fetal chromosomal abnormalities; Br J Obstet Gynaecol 1996; 103;1009-1014

2) Orlandi F, Damian G, Hallahan TW, Krantz DA,Macri JN: First trimester screening for fetal aneuploidy: biochemical and nuchal translucency. Ultrasound Obstet Gynecol 1997;10:381-386.

3)Wald NJ, Hackshaw AK. Combining ultrasound and biochemistry in first trimester screening for Down syndrome. Prenat Diagn 1997; 17:821-829:

4) Biagiotti R, Brizzi L, Periti E, D’Agata A, Vanzi E, Cariati E: First trimester screening for Down’s syndrome using maternal serum PAPP-A and free beta hCG in combination with nuchal translucency thickness: Br J Obstetric ynaecol 1998; 105:917-920: